CATANZARO, RINVIATI TUTTI A GIUDIZIO GLI INDAGATI NEL PROCESSO “CRAVATTA SPEZZATA”

CATANZARO, 8 LUG.Rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Questa la richiesta avanzata dal pubblico ministero antimafia Gerardo Dominijanni al termine della requisitoria nell’ambito dell’udienza preliminare per sette persone coinvolte nell’operazione “Cravatta spezzata”. Usura, estorsione e truffa i reati complessivamente contestati nell’inchiesta condotta dalla Digos della Polizia di Stato e dai Baschi verdi della Guardia di finanza di Catanzaro che, a febbraio scorso, ha portato all’esecuzione di quattro provvedimenti di custodia cautelare in carcere, eseguiti tra Catanzaro e Cutro, ed all’emissione di avvisi di garanzia.

Dopo il pubblico ministero, nell’udienza che si è protratta fino a pomeriggio inoltrato, quasi tutti i difensori impegnati (Giuseppe Fonte, Luigi Falcone, Pietro Funaro, Pietro Pitari, Domenico Pietragalla, Raffaele Fioresta, Gregorio Viscomi, Salvatore Iannone) hanno fatto le rispettive discussioni, ma l’udienza preliminare è stata infine rinviata a martedì prossimo per le ultime aringhe e la decisione del giudice, Antonio Rizzuti.

Con il blitz “Cravatta spezzata” a febbraio sono finiti in cella Mario Falcone, 55 anni, di Cutro, in provincia di Crotone; Riccardo Garcea, 50 anni, di Sellia Marina, già arrestato in flagranza nel 2006 con le medesime accuse; Santino Talarico, 45 anni, di Cutro ma arrestato a Reggio Emilia; Claudio Bruscaglin, 46 anni, di Catanzaro (il riesame ha confermato i provvedimenti, facendo cadere solo singole accuse).

Nella richiesta di rinvio a giudizio compaiono anche i nomi di Giuseppe Altilia, 44 anni, di Botricello, per il quale la misura cautelare era stata richiesta ma non concessa dal giudice per le indagini preliminari; e di Giuseppe Conca, 65 anni, di Catanzaro, rispetto a cui non era stata richiesta alcuna misura cautelare.

Entrambi gli uomini, come Garcea, erano stati arrestati nel 2006, perchè coinvolti, secondo le accuse, nel giro di usurai. L’ultima persona per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio è Rita Garcea, 54 anni, di Sellia Marina, sorella di Riccardo Garcea, che aveva ricevuto il solo avviso di garanzia.

Ai due fratelli, in particolare, è contestato il reato di truffa all’Inps, dal momento che l’uomo avrebbe costretto un imprenditore vittima di usura ad assumerlo, insieme alla sorella, come bracciante agricolo senza prestare alcuna attività (questa è la sola accusa di cui deve rispondere Rita Garcea).

Per il resto le accuse parlano di vari casi di usura – con tassi di interesse che avrebbero raggiunto anche il 20% mensile – ed estorsione ai danni di imprenditori e professionisti del catanzarese, che avrebbero subito tra il 2000 e il 2007 richieste vessatorie con l’aggravante del metodo mafioso.

Redazione Il Giornale di Calabria

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