SAN GIOVANNI IN FIORE: DOPO IL SEQUESTRO ABBAZIA FLORENSE CHIESTE LE DIMISSIONI DEL SINDACO

SAN GIOVANNI IN FIORE, 10 LUG.In un manifesto pubblico, Italia dei Valori, il laboratorio culturale antimafia “la Voce di Fiore”, un comitato civico e i consiglieri comunali d’opposizione Marco Militerno (Vattimo per la città), Antonio Barile (Pdl), Luigi Astorino (Pdl), Angelo Gentile (Socialisti di Zavettieri) e Franco Spina Iaconis (Movimento disoccupati) chiedono le dimissioni del sindaco e della giunta di San Giovanni in Fiore (Cosenza), dopo il sequestro, da parte della Procura della Repubblica di Cosenza, dell’ala est e sud dell’Abbazia florense, risalente al 1200 e legata all’opera del monaco e profeta Gioacchino da Fiore, citato da Barack Obama nella campagna elettorale per il governo degli Usa.

Il monumento è in restauro, finanziato dall’Unione europea per 1.490.000 euro, dall’agosto 2007, poi sospeso per ordine della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Cosenza (Sbap). L’appaltatore ha denunciato ai carabinieri e all’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici l’attivazione di un presunto «sistema di furberie» da parte del Comune di San Giovanni in Fiore, che a suo avviso avrebbe assegnato illegittimamente la progettazione e direzione delle opere ammesse a finanziamento. In proposito, i deputati Angela Napoli (Pdl) e Franco Laratta (Pd), hanno presentato al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, due distinte interrogazioni parlamentari.

La Procura di Cosenza ha disposto il sequestro preventivo del monumento sulla base di una perizia del prof. Francesco Bencardino, dell’Università della Calabria, da cui emergono lesioni e problemi di stabilità e sicurezza, confermati da un sopralluogo dei carabinieri del Nucleo di tutela e conservazione del patrimonio artistico e culturale di Cosenza e da una relazione della stessa Sbap del capoluogo di provincia calabrese. I militari hanno denunciato per danneggiamento il responsabile unico del procedimento e i tre direttori dei lavori.

I firmatari del manifesto pubblico sostengono che l’iter del progetto di restauro e la gestione politica e amministrativa dello stesso hanno portato a gravi danni al monumento e alla figura di Gioacchino da Fiore, che Dante Alighieri definisce «di spirito profetico dotato» nel Paradiso della Divina Commedia.

A favore dell’Abbazia florense si erano pronunciati Marcello Veneziani, Vittorio Sgarbi, Salvatore Borsellino, Gianni Vattimo, Luigi De Magistris, Cosimo Damiano Fonseca, Mauro Minervino, Beppe Grillo e Rosanna Scopelliti.

La Regione Calabria ha sospeso il finanziamento europeo in questione e il presidente del consiglio comunale di San Giovanni in Fiore ha negato un consiglio sull’argomento richiesto dalla minoranza.

Per questi motivi, scrivono i firmatari del manifesto, «il sindaco e la giunta rimettano il mandato». Napoli e Laratta sono del parere che i responsabili debbano pagare. La parlamentare del Pdl, in un comunicato stampa, ha condannato «l’atteggiamento pilatesco» del comune calabrese; mentre Mario Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza originario di San Giovanni in Fiore, ha recentemente dichiarato alla stampa di non sapere nulla della vicenda dell’Abbazia florense.

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