OMICIDIO PANZARELLA, ASSOLTI I PRESUNTI AGUZZINI. LA MADRE: “POTREI FARMI GIUSTIZIA DA SOLA”

ACCONIA, 7 LUG. «Giustizia non è stata fatta nonostante il collaboratore Francesco Michienzi si sia autoaccusato andando in galera ed indicando come esecutori materiali dell’assassinio di mio figlio Santo i fratelli Vincenzino e Giuseppe Fruci e come mandante Tommaso Anello, fratello del boss di Filadelfia Rocco». Con queste parole Angela Donato, 62 anni, commenta la sentenza emessa dal gup di Catanzaro che ha assolto i presunti killer di suo figlio Santo Panzarella (nella foto), barbaramente ucciso il 10 luglio del 2002 e poi sotterrato in un bosco nei pressi del lago Angitola.

Si tratta di uno dei numerosi casi di ‘lupara bianca’ che hanno caratterizzato il territorio vibonese. Angela Donato, che ha ricevuto i cronisti nella sua abitazione di campagna nel territorio di Acconia, sentendosi abbandonata dal sistema giudiziario lancia la sua sfida di madre disperata. La donna ha affermato di non credere più nella giustizia arrivando e a questo punto potrebbe farsela da sè, come ha già ribadito in tribunale dopo il verdetto: «Ma quale giustizia, la giustizia dei ricchi – afferma – Di quali altre prove ha bisogno il giudice per condannare se, su indicazione del pentito Michienzi, gli inquirenti nel luogo da lui indicato hanno persino trovato una clavicola che all’esame del DNA è risultata essere quella di mio figlio».

Redazione CalabriaIndipendente

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