TERREMOTO IN ABRUZZO – MARTA VALENTE EMERGE DALLE MACERIE DOPO 23 ORE DI SILENZIO

L’AQUILA – 23 ore sotto le macerie, poi la luce. Marta Valente ce l’ha fatta ad emergere dal lastricato di pietre, calcinacci e tubi metallici in cui si era trasformata la sua casa nel centro storico dell’Aquila, scioltasi come burro caldo nel drammatico terremoto del 6 aprile. L’inferno è terminato quando, avvolta dal calore della gente, ha udito il suono scrosciante dell’applauso tributato dai soccorritori, che ha rotto magicamente un silenzio interminabile lungo un girono

GLI EROI DI VIA SANT’ANDRE – Il miracolo è stato compiuto dagli speleologi del soccorso alpino, dopo 5 ore di lavoro incessante su quello che ormai resta della palazzina di quattro piani in via Sant’Andre. «È stato un salvataggio molto delicato – racconta Aldo, il temerario speleologo che le è stato vicino per tutto il tempo che i colleghi hanno impiegato per liberarla – c’erano travi pericolanti molto vicine. E poi dovevamo fare attenzione a non provocare crolli, mentre tentavamo di liberarle le gambe».

Marta deve la a questi uomini la sua vita, così come a tutti quelli che hanno lavorato incessantemente sulle macerie della palazzina e lo deve alla fortuna. I soccorritori l’hanno trovata stesa ancora sul letto della sua stanza, ove si era appisolata la notte del funesto evento; accanto al corpo della ragazza dai lunghi capelli neri e dagli occhi avvolti da un sottile velo di lacrime, a meno di 20 centimetri si trovava una trave di cemento armato che, dopo essersi staccata dal soffitto,  ha creato un effetto ponte evitando che la ragazza venisse schiacciata dal crollo successivo delle altre due travi. La ragazza è rimasta così protetta e bloccata, trovando la salvezza proprio nel crollo di un elemento portante dell’edificio. Per tirarla fuori i soccorritori hanno smontato parte del letto in modo da abbassarlo e far così scivolare fuori le gambe.

L’ALLARME LANCIATO DA MATTEO – Marta Valente, studentessa 24enne della provincia di Teramo, deve la sua vita ad un altro eroe Matteo, un ragazzo estratto dalle macerie dello stesso edificio alcune ore prima di lei. Appena emerso dall’incubo ha segnalato ai soccorritori che lei era rimastra incastrata là sotto e ha indicato il punto dove più o meno si trovava. Mentre il mondo riprendeva con sé Marta che emergeva dall’inferno macerie, accanto ai soccorritori un padre e una madre con lo sguardo perso nel vuoto e una coperta sulle spalle guardavano verso le macerie. «Nostra figlia è ancora là sotto – ripetevano ai soccorritori senza più voce – tiratecela fuori, per favore, tiratecela fuori».

A cura di Massimiliano Riverso

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