TERREMOTO IN ABRUZZO, IL BILANCIO CRESCE ORA DOPO ORA. IN LOTTA CONTRO IL TEMPO SCAVANDO TRA LE MACERIE

L’AQUILA – Il bilancio cresce ora dopo ora. Sono 207 i morti accertati nel terremoto che ha devastato il centro dell’Abruzzo la notte tra domenica e lunedì. Almeno 17 delle vittime non sono state ancora identificate. I dispersi sono 15 e circa 1.000 i feriti, di cui 100 gravi. Gli sfollati sono complessivamente 17.000, di cui 10.000 a L’Aquila e 7.120 nella provincia. Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi.

SISMA INTERMINABILE – Lo sciame sismico sembra estendere il suo raggio d’azione – Una nuova forte scossa di terremoto. magnitudo 4.4 della scala di Richter, è stata registrata dai sismografi intorno alle 11.28 nel capoluogo abruzzese. Dagli edifici già lesionati si sono staccati un nuvolo di calcinacci provocando ulteriore panico nella popolazione. Molti si sono allontanati dalle vicinanze dei palazzi rapidamente temendo crolli che potessero investirli. La scossa è stata sentita anche a Roma, dove sono stati evacuati per precauzione due edifici.

E proprio l’ultimo sussulto della terra avrebbe provocato il crollo di due edifici a Pettino, nei pressi della scuola della Guardia di finanza, che è la sede del centro di coordinamento soccorsi per l’emergenza terremoto. Da quanto riferiscono fonti dei vigili del fuoco non risulta che vi fossero persone nelle due palazzine crollate.

SCAVANDO TRA LE MACERIE – Per il motore dei soccorsi, è ancora una volta una corsa contro il tempo: con il trascorrere delle ore si affievolisce, sempre di più, la speranza di trovare qualcuno ancora in vita sotto il fiume di macerie. Fino ad ora, oltre 150 persone sono state estratte vive dalle macerie grazie all’ottimo dispiegamento dei soccorsi.

Le ricerche dei dispersi sono proseguite per tutta la notte sia all’Aquila che nei comuni limitrofi, in particolare a Paganica e Onna; le operazioni non sono state mai interrotte nonostante le decine di scosse che si sono succedute nel corso della notte, la più violenta della quali alle 1.15 con una magnitudo di 4.8 della scala Richter, abbia fatto oscillare come un diapason la terra. All’Aquila, alle 2, dopo 23 ore dal sisma è stata tirata fuori viva dalle macerie Marta, una studentessa di 24 anni della provincia di Teramo. La giovane studentessa, estratta dagli speleologi del soccorso alpino, deve la propria vita al fato: era a letto quando il palazzo di quattro piani dove viveva si è sbriciolato e le travi di cemento armato che sono cadute le si sono fermate a pochi centimetri dal corpo, bloccate da una trave disposta a soli venti centimetri dal corpo della ragazza.

Il sisma non ha guardato in faccia nessuno, colpendo prevalentemente il mondo giovanile. Uno dei simboli della speranza è, senz’alcun dubbio, la Casa dello Studente di Via XX Settembre.

Il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, dopo un sopralluogo tra le rovine dello studentata, ha riferito che sotto il cumulo di macerie potrebbero ancora esserci cinque persone. Intanto è stato trovato morto lo studente greco – di cui si conosce solo il nome, Vassili – che risultava disperso da lunedì. Lo hanno annunciato le autorità greche, nel corso dei telegiornali trasmessi dai media ellenici. Altri tre studenti greci (tra cui la sorella di Vassili) sono rimasti feriti leggermente, uno dei quali estratto dalle macerie dai soccorritori da ciò che restava della casa.

IN TENDA CON GLI SFOLLATI – Nella tendopoli, allestita presso lo stadio comunale dell’Aquila, dopo la razione quotidiana di pane e acqua, la notte è trascorsa al rigore del tipico freddo abbruzzese, e in molti hanno preferito dormire in auto sfruttando i condizionatori delle vetture. Nel frattempo sono proseguiti i trasferimenti di bambini e persone anziane verso gli alberghi della costa.

Sono stati 250, invece, i posti in tenda messi a disposizione nel campo sportivo di Paganica, il piccolo centro abruzzese ubicato a pochi km di distanza dall’epicentro. Lo spazio disposto non è stato sufficiente tuttavia per ospitare tutti gli sfollati di un paese, dove metà degli abitanti ha perso le case, completamente rase al suolo dallo sciame sismico. Per la prima notte è stata data la priorità ai bambini e agli anziani, mentre uomini e donne  sono rimasti a dormire in macchina o sui pullman concessi dell’Azienda regionale dei trasporti. Nella notte sono poi arrivati altri tir con tende fornite dalla Protezione civile che andranno ad aumentare la disponibilità di questo e altri campi. Con la collaborazione dell’Associazione nazionale Alpini, ieri fra le 20 e mezzanotte, sono stati serviti anche 1.400 pasti.

Per la giornata odierna «sono in arrivo altre 3.000 tende» per gli sfollati di L’Aquila e «c’è sempre la possibilità di trasferirsi lungo la costa, dove sono stati requisiti 5.000 posti letto» in alcuni hotel del luogo ha confermato il sindaco del capoluogo abruzzese, manifestando la speranza che si possa «assicurare ai cittadini una notte migliore di quella appena trascorsa. Molti cittadini hanno dormito in automobile e solo in parte nelle tende già allestite», ha infatti precisato ai microfoni dei giornalisti Cialente, dopo aver trascorso la notte in macchina.

A cura di Massimiliano Riverso

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