OMICIDIO CONVERSO, DISPOSTA UNA SUPERPERIZIA FONICA SULLA TELEFONATA CHE INDICÒ GLI ASSASSINI

IL DUBBIO AMLETICO DEL PM LUBERTO Una perizia fonica è stata disposta dalla Corte d’assise di Cosenza. Un esame che servirà a spazzare via tutti i dubbi dopo aver ascoltato le differenti conclusioni dei consulenti di parte.

Omicidio Converso

COSENZA Una perizia fonica è stata disposta dalla Corte d’assise di Cosenza, presieduta da Maria Antonietta Onorati, per stabilire se la telefonata alla polizia per denunciare gli ipotetici assassini di Luciano Converso era stata effettuata dal giovane prete, Antonio Oliverio, come sostiene il pm Vincenzo Luberto, o meno, come, invece, ritiene la difesa. Un esame che servirà a spazzare via tutti i dubbi dopo aver ascoltato le differenti conclusioni dei consulenti di parte. Il sacerdote, nel corso del processo, ha negato fatti e circostanze che aveva riferito a investigatori e magistrati inquirenti pochi giorni dopo il delitto. Una ritrattazione che ha giustificato così: «Sono stato oppresso dalla polizia»; «Ho avuto un crollo psicologico»; «Ero sotto choc».

Il sacerdote è il fratello di Maria Oliviero, la giovane 23enne che in passato accusò Gennaro Acri e Massimo Esposito d’essere responsabili del delitto dell’imprenditore di Rossano. La testimone, si trovava in compagnia della vittima fino a pochi minuti prima della esecuzione, pertanto venne interrogata immediatamente dalla polizia ma riferì di non aver visto nulla. E finì in manette. Prima di essere trasferita nel carcere femminile di Castrovillari, ricevette la visita del fratello prete al quale fece i nomi dei presunti sicari. Il religioso, dopo una serie di titubanze, avrebbe fatto una telefonata anonima alla polizia indicando al centralinista del Commissariato ionico le generalità degli ipotetici assassini.

GAZZETTA DEL SUD

ARCHIVIONEWS – UN DELITTO IRRISOLTO

Luciano Converso, 43 anni, è stato freddato a Rossano Calabro, in provincia di Cosenza, il sostituto procuratore della Repubblica di Rossano, Francesca Neri, che coordinava le attività investigative, ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di una donna, accusata di reticenza e favoreggiamento, al termine di un lungo interrogatorio.

Secondo la Polizia di Stato che ha condotto le indagini ad eliminare l’imprenditore sarebbero stati Gennaro Acri, 25 anni, e Massimo Esposito, 27 anni. Converso sarebbe stato freddato in quanto voleva abbandonare l’azienda di cui era titolare ma che di fatto, secondo quanto hanno accertato dagli investigatori della Polizia, era controllata dalla ‘ndrina egemone della zona.

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