SCANDALO UNIVERSITA’ DI CATANZARO, LA LISTA DEGLI INDAGATI

LE RIVELAZIONI SCOTTANTI DI UNA DONNA CONFERMANO L’IPOTESI ACCUSATORIA Venti i nomi presenti nel provvedimento cautelare che ipotizza, a vario titolo, reati dall’associazione per delinquere alla corruzione, dal furto aggravato all’abuso d’ufficio, dal peculato al falso.

CATANZAROVenti i nomi presenti nel provvedimento cautelare che ipotizza, a vario titolo, reati dall’associazione per delinquere alla corruzione, dal furto aggravato all’abuso d’ufficio, dal peculato al falso. Secondo l’ipotesi accusatoria, sostenuta dai pm Paolo Petrolo e Salvatore Curcio, il furto sarebbe avvenuto la notte prima della delicata prova d’ammissione, per far conoscere ad alcuni candidati, in anteprima, le risposte esatte delle domande formulate a livello nazionale dall’istituto Cineca di Bologna e inviate, in busta sigillata, a tutti gli Atenei d’Italia.

Nel calderone dell’inchiesta ‘tritatutto’, oltre al rettore Costanzo, sono caduti anche i docenti Patrizia Doldo, delegato del rettore ai rapporti con la commissione didattica della Crui (la Conferenza dei rettori delle Università italiane), Antonella Scozzafava, Arturo Pujia e Tullio Nocera. E i dipendenti dello stesso Ateneo (alcuni titolari di contratti di collaborazione) Valter Mancuso, Francesco Maurici, Tommaso Cristofaro, Domenico D’Agostino, Alessandro Parentela, Antonio Cuteri. Indagati inoltre Alessandro Venuta, Katharina Rosina Palermo, Giuseppe La Rocca, Daniela Sacco, Manuela Costanzo, Emanuele Critelli, Saveria Lamanna, Alba Assunta Valle, Vincenzo Laudadio.Gli indagati si dichiarano estranei ai fatti respingendo con veemenza le accuse formalizzate della Procura.

In attesa di nuovi sviluppi procedurali, si apprende da fonti giudiziarie che l’inchiesta sarebbe divisa in più tronconi. Oltre ai venti destinatari della richiesta di proroga, i nomi di altre persone sono stati iscritti sul registro delle notizie di reato in un momento successivo, i quali non potranno usufruire della richiesta di proroga. Ad avvalorare la ricostruzione della Procura ci sarebbero le prime ammissioni di testi, che avrebbero dichiarato di aver conosciuto in anticipo le tematiche oggetto della prova per l’accesso alle facoltà di Medicina. Tra questi, particolarmente significativa è stata la dichiarazione di una madre, che avrebbe detto di essere venuta a conoscenza delle domande alla vigilia dei test e di averne comunicato il contenuto al figlio.

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