‘NDRANGHETA: BENI INTESTATI A PRESTANOME, 4 ARRESTI DELLA DIA. PRESUNTA RELAZIONE CON I MOLE’

PBLITZ ALL’ALBA NELLA PIANA Quattro persone sono state arrestate stamani, alle prime luci del mattino, dagli uomini della della Dia di Reggio Calabria, in collaborazione con quello del Centro Operativo di Roma e dei militari della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro..

REGGIO CALABRIAQuattro persone sono state arrestate stamani, alle prime luci del mattino, dagli uomini della della Dia di Reggio Calabria, in collaborazione con quello del Centro Operativo di Roma e dei militari della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro. I provvedimenti restrittivi hanno raggiunto Marcello Fondacaro, 50 anni; Giuseppe Alberto Fondacaro di 49; Massimo Fondacaro di 44; Filippo Sorace di 70, tutti di Gioia Tauro (Rc). I quattro sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti relativi a fittizie attribuzioni della titolarita’ di imprese e societa’, allo scopo di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali ed accaparrarsi i proventi derivanti dalle convenzioni stipulate dalle societa’ con strutture pubbliche appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale. Il Gip presso il Tribunale di Palmi, accogliendo la richiesta del Pm, ha disposto nei confronti di Marcello Fondacaro, allo stato detenuto, la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri arrestati la misura cautelare degli arresti domiciliari. Marcello Fondacaro, secondo quanto reso noto, risulta inserito, quale imputato per associazione mafiosa ed altro, nel procedimento penale noto come operazione “Tempo” in conseguenza del quale il Gip distrettuale di Reggio Calabria emise, il 9 febbraio 1998, nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento cautelare pote’ essere eseguito soltanto a distanza di oltre due mesi, essendosi, nel frattempo, l’uomo reso latitante. Il procedimento si era poi concluso con la condanna definitiva del Fondacaro alla pena di sette anni di reclusione, inflittagli in quanto ritenuto responsabile di associazione mafiosa, a causa della sua partecipazione alle attivita’ della famiglia Mole’ di Gioia Tauro, e di violazioni della normativa sulle armi. Lo stesso Fondacaro, inoltre, il 22 giugno 2000 fu sottoposto dal Tribunale di Reggio Calabria alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale per la durata di due anni. L’indagine trae origine da altre investigazioni condotte, tra il 2005 ed il 2006, dalla Dia di Reggio Calabria dalle quali sarebbero emersi contatti tra le persone allora monitorate e Marcello Fondacaro. le indagini hanno riguardato una fittizia intestazione di beni, nella fattispecie case di riposo per anziani e case protette ubicate in Calabria e nel Lazio, ed ha visto in Fondacaro, secondo l’accusa, il soggetto attivo principale. In particolare, dalle indagini svolte sarebbero emersi “gravi e convergenti indizi di reato” a carico dell’uomo, il quale aveva attribuito fittiziamente ad altri la titolarita’ di alcune societa’ che erano di fatto nella sua piena e totale disponibilita’. Il Pubblico Ministero, concordando con le conclusioni a cui erano giunti gli investigatori, ha inoltrato al Gip la richiesta di emissione di misura cautelare nei confronti degli indagati eseguita stamane.

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