COSENZA, PROCESSO PADRE FEDELE: HANNO UN ALIBI L’EX FRATE E IL SEGRETARIO DELL’OASI

IL GIORNO DELL’ALBI Il giorno degli alibi. Da ieri ne hanno uno a testa l’ex frate Fedele Bisceglia e il suo braccio destro, Antonello Gaudio. In aula, due testi hanno offerto assist importanti alla difesa.

COSENZA Il giorno degli alibi. Da ieri ne hanno uno a testa l’ex frate Fedele Bisceglia e il suo braccio destro, Antonello Gaudio. In aula, due testi hanno offerto assist importanti alla difesa. Il primo è stato offerto ai legali che assistono l’ex religioso. «Quel giorno, era l’undici maggio del 2005, l’imputato stava con me»: parole dell’architetto Antonio Luciani, il professionista che ha realizzato il progetto dell’Oasi francescana. Luciani e Bisceglia, in sostanza, sarebbero stati insieme nella struttura d’accoglienza proprio per seguire dei lavori di ristrutturazione. Presunte verità che il tecnico ha narrato davanti ai giudici del Tribunale (presieduto da Antonia Gallo), rispondendo alle domande del pm Claudio Curreli e del nutrito collegio difensivo (formato dagli avvocati: Roberto Loscerbo, Tommaso Sorrentino, Franz Caruso, Eugenio Bisceglia e Pasquale Naccarato). Dunque, secondo la difesa, se Luciani scagiona Bisceglia, ciò che dice la suora non sarebbe vero. Almeno in riferimento a questo episodio. E, poi, c’è l’altro alibi. Quello che Oliverio Acri, che è cugino dell’ex cappuccino, ha fornito ai difensori del segretario dell’Oasi. L’uomo ha raccontato che Antonello Gaudio, alle 17.30 del 4 aprile del 2005, il giorno dell’ipotetica violenza di gruppo, era in sua compagnia. «Ricordo bene ciò che accadde quel giorno perchè morì mio cognato in Canada. Gaudio sapeva che quel mio parente stava male e venne a trovarmi a casa mia e lì rimase tra le 17 e le 18. Poi, uscimmo insieme perchè io dovevo andare a Zumpano a prendere mia figlia». Infine, è toccato all’ispettore Gervasi della Mobile di Cosenza sedersi davanti ai giudici per spiegare le tecniche adottate nelle investigazioni che hanno portato alla localizzazione delle persone attraverso l’individuazione dei loro telefoni. Uno schema investigativo che permette di accertare la posizione dell’utente conoscendo la mappa di copertura della Stazione radio base e identificando a quale di quelle presenti sul territorio l’utente è collegato in quel momento.

Prossima udienza il 22 aprile (l’udienza è stata aggiornata al primo aprile ma non si terrà per lo sciopero dei penalisti), per sentire il generale dei Cappuccini, padre Jhon Carriveau.

GIOVANNI PASTORE GAZZETTA DEL SUD

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