SPECIALE OMICIDIO CAVALERI: UN ENIGMA DIFFICILE DA DECIFRARE

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UN ENIGMA GIUNTO AL CAPOLINEA: Un omicidio dai contorni maldefiniti estremamente lontano dalla dottrina tipicamente mafiosa, tanto che carabinieri e polizia di Stato, pur partendo dal legame della vittima con una famiglia coinvolta in una faida spenta da anni, non avevano escluso altre ipotesi, compresa quella di una vendetta per fatti personali.

COSENZAUn enigma all’apparenza difficile da decifrare, reso ancor più indecifrabile dall’agguato del 19 luglio del 2009, sempre a Locri, quando Cavalieri sfuggì miracolosamente ad una trappola mortale.

Il procedere incessante di colloqui ed interrogatori ha condotto le forze dell’ordine verso scenari estranei alle lotte tra clan, pertanto l’ipotesi di una nuova faida ha perso credibilita’. Polizia e carabinieri hanno cominciato a valutare altre ipotesi, fino a quando il Commissariato di Siderno, con la collaborazione dei carabinieri del Gruppo di Locri, ha individuato l’episodio che ha dato una svolta definitiva alle indagini. Pochi giorni fa Domenico Cavaleri era stato coinvolto in una lite dai toni accesi mentre giocava a carte in un bar di Locri, al culmine della quale l’operaio aveva schiaffeggiato una dei ‘rivali’ del classico tresette e briscola. Andrea Megale, incensurato 30enne venuto a conoscenza dell’alterco che ha coinvolto il padre, ha deciso di reagire all’offesa in maniera sconsiderata. Vivendo nella medesima città Megale sapeva che ogni giorno Cavaleri andava a prendere il figlio alla scuola media, pertanto si e’ appostato davanti all’istituto e quando l’operaio e’ arrivato, lo ha ucciso a colpi di pistola, dandosi successivamente alla fuga. La vendetta si è consumata a volto scoperto di fronte a numerosi testimoni, con l’esplosione di cinque proiettili calibro 7.65, due dei quali hanno raggiunto la vittima alla testa. Gli investigatori, dopo avere accantonato l’ipotesi faida, hanno raccolto una serie di testimonianze che hanno confermato il reale movente, ovvero che l’assassinio di Cavaleri sarebbe stato l’utimo di una serie di dissidi tra i due contendenti, culminati con lite scoppiata nel bar di Locri. Riscontri confermati anche dopo che il pm della Procura di Locri, Giovanna Cannarile, ha sentito alcune persone tra cui anche il padre del presunto responsabile dell’omicidio, che avrebbe confermato l’episodio dello schiaffo da parte di Cavaleri. Andrea Megale, indicato come la persona ”fortemente sospettata” dell’omicidio, come ha detto in serata il procuratore della Repubblica di Locri, Giuseppe Carbone.

Andrea Megale, al momento risulta ancora irrintracciabile.

Cavaleri era figlio di Maria Cordì, la sorella di Cosimo ed Antonio Cordì, i capi della cosca morti entrambi, il primo ucciso in un agguato nel 1997 ed il secondo deceduto a causa di un tumore che lo colpì mentre era in carcere.

EDITORIALE MASSIMILIANO RIVERSO

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