ACRI, OMICIDIO FABRIZIO GRECO: DE MADDIS CONFESSA: «L’HO BRUCIATO IO!»
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L’ODORE DELLA CARNE BRUCIATA Il diciannovenne ha ucciso ad Acri Fabrizio Greco cospargendolo di benzina. Ieri lungo interrogatorio davanti al pm Tridico e al gip Ferrucci. La vittima è stata pure ferita al volto con un pezzo di vetro. I soccorsi chiamati dallo stesso indagato. |
| Pasquale Greco |
Cosenza – (A cura di Arcangelo Badolati) Camillo De Maddis ha ancora in testa le urla disperate di Fabrizio Greco. Quel suono gutturale, stridulo e straziante, l’insegue come un inquieto spettro da giorni. E rimbomba come una eco impazzita nella cella dove il giovane è rinchiuso. I ricordi sono confusi: c’è un corpo che si muove provocando un fumo strano, sgradevole e irrespirabile…
Nel lungo faccia a faccia sostenuto con il pm Antonio Tridico, il diciannovenne omicida si è tormentato le mani e quasi spaccato le labbra, ieri, raccontando della notte di follia trascorsa in compagnia della vittima e dell’amico, Pasquale Gaccione, 18 anni. Ha parlato con difficoltà, cercando nelle frequenti pause di ritrovare la lucidità perduta. De Maddis mostra sul volto le stigmate del male compiuto: le occhiaie profonde e una ragnatela di rughe sorte all’improvviso agli angoli della bocca testimoniano quanto il rimorso lo stia divorando.
«Ero ubriaco, avevamo litigato», ha più volte ripetuto l’indagato sotto gli occhi attenti del suo legale, l’avv. Vincenzo Adamo. Il giovane ha riferito d’una solenne bevuta a base di vino, liquori e birra fatta prima di dare alle fiamme Greco. Una bevuta culminata in insulti e provocazioni reciproche e, persino, in un fendente sferrato con un pezzo di vetro alla guancia destra del venticinquenne Fabrizio Greco. Poi la minaccia: «Ora ti brucio!», lanciata nella notte senza luna, tra gli scalini d’un vicoletto male illuminato del centro di Acri. Una sfida verbale rilanciata pochi minuti dopo dallo stesso Greco che al cospetto dell’amico armato di tanica e benzina avrebbe detto: «Se non mi bruci tu, ti brucio io!». Pazzesco. Già, perchè alla fine il rogo c’è stato davvero.
Il racconto reso da De Maddis al magistrato inquirente ed al gip, Giusy Ferrucci, s’è poi snodato tra le angosce e le telefonate susseguenti al barbaro delitto. «Ho telefonato al 118 quindici volte ed ai carabinieri sei per sollecitare l’invio di soccorsi: non volevamo che finisse così…» ha biascicato il diciannovenne, confermando pure l’inconfutabile dato d’essersi procurato il carburante mortale nella stazione di servizio dove le telecamere a circuito chiuso l’hanno impietosamente ripreso.
Il complice, Pasquale Gaccione, 18 anni, ha invece dichiarato ai giudici d’aver solo tentato di spegnere le fiamme che avvinghiavano il corpo di Greco ma di non esserci riuscito. Il giovane, difeso dall’avv. Francesco Molinari, ha insomma escluso d’aver bloccato la vittima per consentire a De Maddis di cospargerla di liquido infiammabile.
I due indagati, peraltro, sono stati visitati ieri da un medico legale incaricato di verificare se le ustioni che entrambi hanno riportato alle mani siano compatibili con le confessioni rese.
Certo, è difficile immaginare che Fabrizio Greco abbia consentito – sebbene ancora sotto l’effetto dell’alcol – a De Maddis di versargli addosso della benzina senza tentare la fuga, oppure abbozzare una reazione.
Ancora più strano appare che la gente residente nella case che s’affacciano sul vicoletto teatro del crimine non abbia sentito le urla strazianti del venticinquenne che, avvolto dalle lingue di fuoco, è riuscito addirittura a percorrere una cinquantina di metri. Misteri calabresi…
Le indagini condotte dai carabinieri del colonnello Aldo Iacobelli hanno comunque consentito alla magistratura inquirente di far luce in tempi rapidissimi su questa tragedia.
Gl’investigatori del Nucleo investigativo provinciale e della compagnia di Rende (guidati dai maggiori Mariano Celi e Vittorio Carrara) hanno ricostruito in modo approfondito e credibile tutta la dinamica del delitto.
Il procuratore capo di Cosenza, Dario Granieri, ha lasciato come sempre il suo ufficio a tarda sera. Ai giornalisti non ha inteso rilasciare dichiarazioni ma – questo è certo – aveva una espressione soddisfatta. Il caso può considerarsi chiuso ed è probabile che la Procura scelga addirittura la strada del giudizio immediato saltando la fase dell’udienza preliminare. Ai granitici indizi raccolti nelle fasi immediatamente successive all’omicidio, s’è aggiunta adesso una piena confessione. Più di questo…
Redazione Gazzetta del Sud
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