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OPERAZIONE ZALEUCO - LA CONFERENZA STAMPA. 10 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE EMESSE DAL GIP ADRIANA COSTABILE

LA LUNGA GIORNATA DELL’OPERAZIONE ZALEUCO

Reggio C. - La conferenza stampa. Dieci le ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui nove eseguite, sono il frutto dell’operazione “Zaleuco”, coordinata dalla procura distrettuale antimafia ed eseguita dai carabinieri.

Il gip Adriana Costabile ha infatti notificato l’ordinanza a Francesco Barbaro, 81 anni, “u castanu”, già detenuto; Liana Benas, 68 ani, di Codroipo; Gianfranco Cocilovo, 69 anni, imprenditore, di Roma; Giovanni Marrapodi, 31 anni, odontotecnico, di Locri; Domenico Mammoliti, 26 anni, di Locri; Paolo Nirta, 31 anni, di San Luca; Giuseppe Pelle, 48 anni, di San Luca, sorvegliato speciale; Maria Pelle, 31 anni, sorella di Giuseppe, di San Luca; Antonio Romano, 19 anni, di San Luca , e Antonella Vottari, 33 anni. A tutti gli arrestati è stato contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, con l’aggravante di avere organizzato transnazionalmente organizzazioni di tipo mafioso. “Più che un’operazione a se stante - ha detto il col Leonardo Alestra, comandante provinciale dell’Arma - l’inchiesta prende le mosse dall’omicidio di Maria Strangio, e si snoda nel corso del tempo fino ad oggi”. Tra i destinatari dell’ordinanza della custodia cautelare in carcere, Maria Pelle, figlia di Antonio `Ntoni gambazzà, ed Antonella Vottari, poste agli arresti domiciliari. Gli inquirenti assegnano loro un ruolo fondamentale sotto il profilo logistico, come lo spostamento di latitanti o quello di “staffette”, di messaggere tra gli affiliati alla cosca di origine. Tra gli arrestati, anche Francesco “Ciccio” Barbaro, uno dei patriarchi della ndrangheta di Platì e consuocero di Antonio Pelle. Gli inquirenti lo intercettarono nel corso di un colloquio in carcere poco prima della strage di Duisburg con il genero Giuseppe Pelle al quale comunicava le proprie direttive per giungere presto al “cessate il fuoco” tra gli opposti gruppi impegnati nella faida sanluchese. La richiesta cautelare é stata sottoscritta dai pubblici ministeri Salvatore Boemi, Nicola Gratteri, Adriana Fimiani e Federico Perrone Capano. All’incontro con la stampa ha partecipato il procuratore capo, Giuseppe Pignatone, che ha posto in evidenza “l’aggravante previsto dalla legge 146 del 2006″, cioé l’applicazione della norma antimafia anche per i reati commessi fuori dai confini d’Italia.

Maggio 10, 2008 - Pubblicato da Massimiliano Riverso | 0 - HOME, CALABRIA NOTIZIE, NDRANGHETA TODAY, NEWS DEL GIORNO | , , , , , , , , | Nessun Commento

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