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LAMEZIA TEME – RESTI UMANI RIVENUTI ALL’INTERNO DI UN CASOLARE, POTREBBERO APPARTENERE AL FOTOGRAFO GENNARO VENTURA. MEDICINA LEGALE AL LAVORO PER RISALIRE ALL’IDENTITA’

PROSEGUONO LE INDAGINI SUL RITROVAMENTO DEI RESTI UMANI IN UN CASOLARE DI CAMPAGNA

LAMEZIA TERME - Sarebbero ad una svolta le indagini sul ritrovamento dei resti umani del 27 aprile scorso all’interno di un casolare di campagna alla periferia ovest della città. Per accelerare il processo di identificazione gli uomini dello speciale gruppo investigativo del commissariato di via Arturo Perugini, che negli ultimi due anni, hanno risolto diversi casi, stanno allargando le indagini con la acquisizione di alcuni elementi che possano favorire dal punto di vista medico legale gli esami eseguiti dal dottore Massino Rizzo.

Il medico è stato incaricato dalla Procura della Repubblica lametina, nei giorni successivi al ritrovamento della struttura scheletrica nelle vasche del vecchio casolare di campagna. Per accelerare i tempi di identificazione secondo quanto si è appresso sarebbero stata sollecitata l’acquisizione di impronte dentarie, esami radiografici e qualunque tipo di elemento scientifico delle persone scomparse negli ultimi anni in città, per una comparazione con quelle ritrovate nel casolare di campagna al fine di verificarne la compatibilità e semplificare quindi i tempi di identificazione.

In altre parole dare un nome ad un cognome allo scheletro ritrovato e che appartengono ad una persona che è stata uccisa con un colpo di pistola alla nuca. Sul teschio infatti il medico legale ha riscontrato un foro causato da un colpo di pistola. Ed una richiesta è stata avanzata ai partenti di Gennaro Ventura, il fotografo sparito nel pomeriggio del 16 dicembre 1996, quando si allontanò dal suo studio per andare a fare un servizio fotografico.

Agli uomini della squadra di polizia giudiziaria è stato indicato il medico dentista che curava il giovane fotografo. Un elemento di valutazione che andrà ad aggiungersi a quelli già acquisti nella fase iniziale del ritrovamento, quando dal fondo della vasca, insieme a resti umani gli uomini della scientifica portarono in superficie una fede nuziale con su inciso il nome di Manuela, due vecchie macchine fotografiche: una sei per sei, prodotta dalla Zenza Bronica e una Yaschica, una reflex 35 millimetri formato 24 x 36, una vecchia analogica.

La moglie si chiama Manuela ed è il nome inciso nella fedina d’oro trovata accanto alle ossa, il giovane aveva due macchine fotografiche che corrispondono a quelle rinvenute. Le chiavi, l’anello e le fotocamere si trovavano nella vasca all’interno del casolare dove un tempo si depositava il mosto dei vigneti circostanti ed in cui sarebbe stato nascosto il cadavere di Ventura.

Elementi dell’indagine che portano a Ventura, il giovane fotografo sparito nel pomeriggio del 16 dicembre 1996. A questi elementi si aggiungono le chiavi ritrovate nei pantaloni trovati accanto allo scheletro, su una delle quali è disegnato un cerchio con un fulmine dentro, il marchio della Opel. Ventura possedeva una Opel Kadett station wagon verde scuro a cui è possibile ricondurre le chiavi. Per avere comunque una certezza bisognerà aspettare la comparazione delle impronte dentarie che il medico legale Massimo Rizzo si appresta ad effettuare.

Gazzetta del sud

LINK: http://www.chilhavisto.rai.it/CLv/lettere/V/Ventura.htm

Maggio 8, 2008 - Pubblicato da Massimiliano Riverso | 1 - NEWS, CALABRIA NOTIZIE, CRONACA, LAMEZIA TERME | , , , | Nessun Commento

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