SPECIALE CSM A REGGIO CALABRIA - CIMICE NELLA PROCURA, SECONDO CSM: ”POSSIBILI CONNIVENZE INTERNE” . GRATTERI: “NO COMMENT SULLE LETTERE FIRMATE IL CORVO”. MANIFESTAZIONE ANTIMAFIA
| NO COMMENT SULLE LETTERE FIRMATE IL CORVO
REGGIO CALABRIA - “Abbiamo trovato professionalità adeguate, ma non nascondiamo che qualche problema c’è”. Così il presidente della prima commissione del Csm Antonio Patrono, prima di lasciare il Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria dove sono stati sentiti i procuratori reggini sulla microspia trovata negli uffici del procuratore antimafia Nicola Gratteri (nella foto) e i contrasti che sono emersi tra i colleghi.
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Il presidente della prima commissione del Consiglio superiore della magistratura Antonio Patrono: ”Non nascondiamo che qualche problema c’è”. Quindi annuncia i procuratori aggiunti che affiancheranno Pignatone non saranno reggini. Patrono non ha nascosto che esiste qualche sospetto su possibili connivenze interne. Sono confermate dunque le criticità all’interno della Procura di Reggio Calabria, che sta attraversando un periodo turbolento.
La commissione non ha terminato il suo lavoro, ha detto Patrono, che ha anche annunciato la decisione imminente del Csm sui procuratori aggiunti che affiancheranno Giuseppe Pignatone, in carica da due mesi. Pare più che probabile che verranno scelti magistrati non reggini: ”Saranno scelti in base a criteri e curriculum di indubbia personalità e al massimo livello possibile”.
Patrono non ha risposto alle domande sulle lettere firmare il Corvo, rimandando la questione alla competenza di altre autorità inquirenti. Infine sulla richiesta del capogruppo di An in consiglio regionale Alberto Sarra di essere ascoltato sull’inchiesta che lo vede coinvolto con il senatore Sergio De Gregorio, Patrono ha ribadito che sarà la commissione a decidere se e quando chiamarlo.
AdnKronos
REGGIO C.: MANIFESTANO GIOVANI PER SOLIDARIETA’ AI GIUDICI
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il sit - in delle associazioni antimafia
REGGIO CALABRIA - Un gruppo di giovani, appartenenti alle Assscoazioni ”Ammazzateci tutti”, Rete Calabria, Fondazione Scopelliti, ed Ethos, hanno manifestato dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria per solidarizzare con i magistrati. Ciò dopo che, negli uffici, frequentati dal giudice Nicola Gratteri, e’ stata trovata una microspia.
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I giovani hanno inteso manifestare in coincidenza con l’arrivo, a Reggio Calabria, di una delegazione del Csm e dei magistrati di Catanzaro, che stanno indagando proprio sulla microspia e su alcune lettere anonime, dissacratorie dei magistrati reggini.
ANSA
Il Csm a Reggio per “curare” i veleni della Procura
Articolo di Claudio Cordova tratto da Strill.it
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l’editoriale di strill.it
REGGIO CALABRIA - La I Commissione del Consiglio superiore della magistratura torna a Roma con tanti pensieri in più nella testa rispetto a quelli che aveva quando, stamattina, era sbarcata a Reggio Calabria. Circa otto ore di audizioni, minuto più minuto meno, saranno servite al presidente Antonio Patrono e agli altri membri per fornire alcune risposte sui veleni che hanno animato, soprattutto nelle ultime settimane, la Procura reggina? |
La risposta all’interrogativo sarà affidata alla relazione che la Commissione stilerà prossimamente, ciò che per ora è certo è che nei corridoi del CeDir l’aria è tutt’altro che serena. La microspia rinvenuta, dieci giorni fa, in una stanza usata dal pm Gratteri ha, ovviamente, cambiato il clima all’interno del Palazzo di Giustizia. Lo ha detto il Procuratore Generale, Giovanni Marletta, lo ha ribadito il presidente Antonio Patrono, gli unici due a presentarsi ai microfoni. Il presidente della I Commissione, in particolare, ha dato conto di “una Procura molto efficiente nella lotta alla mafia”, ma non ha potuto fare a meno di menzionare alcune “luci e ombre” soprattutto nei rapporti tra colleghi; Patrono si è guardato bene dal nominare la parola “incompatibilità”, ma se n’è lasciata sfuggire (come potete ascoltare nell’intervista video di strill.it) un’altra: “emergenza”. Clima teso in Procura, quindi, e la cartina al tornasole della situazione è rappresentata dall’espressione usata dal coordinatore della Dda, Salvatore Boemi, che, uscito dalla stanza delle audizioni per reperire in ufficio un voluminoso fascicolo, alle domande dei giornalisti oltre al classico “no comment” ha risposto “non è aria”.
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L’aria, per intenderci, è quella di un Csm fermamente deciso a sbrogliare la matassa albergante all’interno del Palazzo di Giustizia di Reggio, dopo il ritrovamento della cimice che spiava il pm Gratteri: a tal proposito, ed è uno dei dati più significativi di giornata, il presidente Antonio Patrono non ha escluso possibili “connivenze interne”. Una matassa, si diceva, che il Csm vuole sbrogliare: per questo nella sala adibita alle audizioni hanno sfilato tutti: il Procuratore Generale Marletta, il Procuratore Capo Pignatone, l’ex facente funzioni Scuderi, il coordinatore della Dda Boemi, i sostituti Mollace e Gratteri, ma anche giudici che non erano nella “lista” di coloro che sarebbero dovuti essere auditi, come i pm Di Palma e Perrone Capano e il sostituto pg Cutroneo. |
Audizioni lunghe perché evidentemente molto meticolose. Audizioni, che, a quanto pare, avranno un grosso peso anche per la futura nomina dei tre procuratori aggiunti di Reggio. Franco Scuderi e Salvo Boemi, infatti, trascorsi gli otto anni previsti dall’ordinamento, dovranno essere trasferiti altrove e le domande per le tre, strategiche, poltrone potranno essere inviate dall’1 al 30 giugno prossimi al Csm, che poi sceglierà, come precisato da Antonio Patrono, “secondo criteri qualitativi”. Desta inoltre scalpore una lettera firmata dal procuratore aggiunto Francesco Scuderi, nella quale si accuserebbe di fughe di notizie un altro aggiunto, Salvatore Boemi, nell’ambito dell’inchiesta che ha per protagonistra, tra gli altri, il senatore Sergio De Gregorio: ”Valuteremo il contenuto di questa lettera - ha affermato a riguardo Patrono - e ascolteremo anche l’autore della missiva”. Una lettera che potrebbe pesare su altre nuove nomine, quelle per il posto di procuratore capo di Catanzaro, ambito, tra gli altri, proprio da Salvo Boemi.
Da registrare inoltre, e ne dà conto lo stesso Patrono, il rifiuto, almeno odierno, della Commissione di ascoltare il consigliere regionale Alberto Sarra, che aveva chiesto di essere audito.
E mentre il presidente Patrono parla, i magistrati reggini tengono le bocche cucite, ma è evidente come alcuni pericolosi contrasti esistano all’interno dell’ufficio: contrasti che la cimice nell’ufficio di Nicola Gratteri ha (involontariamente?) messo in luce. Lo stesso Gratteri stamani ha ricevuto la solidarietà di una cinquantina di ragazzi, tra i quali quelli del movimento “E adesso ammazzateci tutti”. “Era importante che il Csm a Reggio vedesse che i magistrati antimafia non sono lasciati da soli, abbandonati al proprio destino”, ha detto il leader dei “ragazzi di Locri” Aldo Pecora.
Il Csm ha visto e ha ascoltato.
Toccherà adesso agli uomini di Palazzo dei Marescialli trovare l’antidoto per i veleni della Procura di Reggio Calabria.
Guarda le interviste sulla STRILLTV: http://it.youtube.com/user/strillTV
















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