“La Calabria continua ad avere il primato di ultima regione d’Europa. Questo le consente di continuare ad usufruire delle agevolazioni connesse alla politica di coesione comunitaria ma è un vantaggio che deriva dalle nostre deficienze e dalla nostra capacità di utilizzare bene le risorse che ci sono state destinate”. Lo ha affermato, secondo quanto riferisce un comunicato, il segretario generale della Uil, Roberto Castagna, intervenendo a Reggio Calabria ad un Convegno di quadri e delegati. “Il segretario della Uil - prosegue la nota - sollecita il Presidente Loiero ad innestare una marcia in più e parla della necessità di creare una ‘terapia d’urtò come avvenne con il ‘miracolo economico’ che negli anni sessanta, in meno di un decennio, trasformò l’Italia da paese agricolo in uno dei maggiori paesi industriali del mondo. Bisogna, quindi, essere capaci di riprodurre quel modello e utilizzare i fondi strutturali 2007/2013 per eliminare le cause del ritardo. Abbiamo bisogno di grandi risorse per poter realizzare grandi progetti e di grandi idee per potere fare partire la Calabria e l’intero Mezzogiorno”. “La prima nostra ricchezza - ha affermato Castagna - è costituita dai giovani ai quali abbiamo il dovere di offrire la possibilità di crearsi il futuro. In secondo luogo, dobbiamo puntare a superare la precarietà accompagnando la flessibilità con forme di sostegno al reddito e il riconoscimento delle tutele assicurative e previdenziali. In tale direzione importante sarà l’approvazione, da parte della Camera e del Senato, dell’accordo sul Welfare votato da oltre cinque milioni di lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate e dai precari, anche se non meno importante sarà l’applicazione dell’accordo sulla stabilizzazione del precariato calabrese e il nuovo Piano per il Lavoro”. “Il primo ruolo, comunque, - ha proseguito - spetta allo Stato che deve appropriarsi del territorio, deve garantire sicurezza ed amministrazione efficiente della giustizia. Senza sicurezza non vi può essere sviluppo e senza sviluppo si genera una condizione di degrado civile e morale che crea criminalità. Poi bisogna puntare su poche cose: lo sviluppo del porto di Gioia Tauro, favorendo l’insediamento di industrie di conservazione, di prima trasformazione e di imballaggio dei prodotti che vengono quotidianamente scaricati nel porto. In tal senso apprezzabile è l’accordo realizzato dal Presidente della Giunta con una azienda Giapponese che segnerà l’avvio verso un processo virtuoso di sviluppo dell’area interna ed esterna al porto, creando nuova occupazione”. “L’attivazione della zona franca - ha aggiunto - e l’elevazione dell’aeroporto di Lamezia a livello transcontinentale, con una elevata specializzazione nel settore del trasporto merci per assicurare ai prodotti agroalimentari, e di altro genere, di poter raggiungere qualsiasi destinazione in tempi molto rapidi. Un effettivo miglioramento della rete dei trasporti, con il completamento della Sa/Rc, l’autostrada ionica e l’ammodernamento del sistema ferroviario e portuale. Il recupero delle coste con la creazione di una società immobiliare mista capace di acquistare, bonificare e ricostruire punti di eccellenza turistica. La creazione di poli di eccellenza sanitari capaci di dare risposte di alta qualità non solo alla nostra regione quanto anche a tutti i paesi riveriaschi del Mediterraneo. La creazione di un grande istituto di Studi islamici per attrarre e formare la classe dirigente dei paesi arabi vicini”. “Si potrebbe allungare l’elenco - è detto nella nota - ma, per il segretario generale della Uil Calabrese, queste proposte da sole basterebbero a modificare profondamente le condizioni economiche e sociali della Calabria. Su questi temi, e su altri che sono patrimonio unitario del Sindacato, la Uil Calabria solleciterà il Governo della Regione e gli interlocutori pubblici e privati a fare la propria parte fino in fondo, consapevoli che la Calabria ha la possibilità di cambiare se la sua classe dirigente si impegnerà nel lavoro di costruzione di una nuova fase di sviluppo e di vero rilancio economico e sociale. In poche parole, - conclude il comunicato - la Calabria ha bisogno di buona politica e buona spesa. A chi governa il compito di realizzare queste due irrinunciabili condizioni”.(ANSA)